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Luca Astorri
Founder AOUMM e docente
Architetto laureato al Politecnico di Milano, con studi in Portogallo, Luca Astorri avvia il proprio percorso professionale collaborando con OMA – Office for Metropolitan Architecture a Rotterdam. Dal 2010 partecipa a progetti di cooperazione internazionale e ricerca sul campo in Africa subsahariana, Libano e America Latina, con particolare attenzione al rapporto tra progetto, comunità e costruzione.
Nel 2012 fonda, insieme a Riccardo Balzarotti, Rossella Locatelli e Matteo Poli, AOUMM, studio di architettura e landscape design con sede a Milano, attivo nei campi dell’architettura, del paesaggio e dell’urbanistica. Tra i lavori e le esperienze più significative figurano il padiglione Save the Children per Expo Milano 2015; Z! Zingonia, mon amour, presentato alla XIV Biennale di Architettura di Venezia; il ponte ciclo-pedonale di San Cristoforo a Milano, vincitore del concorso internazionale nel 2019 e completato nel 2025; e Lesotho Water Realms, Padiglione del Lesotho alla XXIII Esposizione Internazionale di Triennale Milano. Nel 2026 il Punto Luce Gallaratese, realizzato per Save the Children, è stato nominato all’European Union Prize for Contemporary Architecture – Mies van der Rohe Awards e ha ricevuto la Menzione speciale filiera PEFC al Wood Architecture Prize by Klimahouse e il Premio Architettura e Urbanistica Urbanfile.
È membro del gruppo fondatore di RISE International, organizzazione non profit attiva nell’Africa subsahariana, per la quale ha co-ideato e co-dirige in loco, fellowship Design & Build basata sull’apprendimento attraverso la costruzione e il coinvolgimento delle comunità locali. Ha inoltre contribuito allo sviluppo di Pavilion Re-claimed, realizzato da CatalyticAction a partire dal padiglione Save the Children di Expo 2015 progettato da AOUMM e premiato con il Bronze Award ai LafargeHolcim Awards 2017.
È docente del Master in Design for Development del Politecnico di Milano e svolge attività di ricerca presso il DAStU, affiancando alla pratica professionale attività didattica e workshop in diverse istituzioni internazionali.
Alessandra Battisti
Architetto, phD, Docente
Professoressa Ordinaria di Progettazione Tecnologica Ambientale presso il Dipartimento PDTA (Pianificazione, Progettazione e Tecnologia dell’Architettura) della Facoltà di Architettura dell’Università Sapienza di Roma, dove ricopre i seguenti ruoli:
Direttrice del Master Universitario di II Livello (ETD) in Progettazione Tecnologica Ambientale – Edilizia Verde / Riqualificazione Architettonica e Urbana / Infrastrutture Verde-Blu (dal 2024 ad oggi); Coordinatrice del curriculum di Dottorato in Progettazione Tecnologica Ambientale all’interno del Dottorato di Ricerca in Pianificazione, Progettazione e Tecnologia dell’Architettura (dal 2024 ad oggi); Membro del II Corso di Laurea Magistrale Universitaria “ACT. Valorizzazione e Gestione dei Centri Storici Minori. Ambiente–Cultura–Territorio, Azioni Integrate” (2011–presente); per Horizon 2020 (2013–presente).
Organizzatrice e Coordinatrice Scientifica di conferenze internazionali, dal 1993 è stata relatrice in 150 conferenze e congressi internazionali. Membro del comitato direttivo di In/Arch – Istituto Nazionale di Architettura (2022-oggi).
Per le sue attività di progettazione e progettazione sperimentale a livello nazionale e internazionale, ha ricevuto 31 premi e riconoscimenti. È autrice di 280 pubblicazioni – tra libri, articoli su riviste scientifiche e capitoli di libri – tra cui 14 monografie e 30 articoli su riviste di Classe A, nonché 5 volumi accademici curati e 5 numeri speciali di riviste scientifiche curati come guest editor.
Valentina Borgnini
Storica dell’arte
Storica dell’arte e docente di Storia dell’Arte, da oltre vent’anni studia e valorizza il patrimonio artistico e monumentale dell’Umbria. È autrice di un testo approfondito sulla storia del complesso di San Francesco al Prato a Perugia, di cui ha seguito da vicino il lungo percorso di restauro e riapertura come auditorium. Ha curato inoltre il racconto della storia della Cappella degli Oddi, con la ricollocazione virtuale dell’Incoronazione della Vergine di Raffaello, e diversi progetti espositivi e didattici in collaborazione con istituzioni museali e scolastiche del territorio umbro. Lavora al gemello digitale del complesso monumentale e del suo patrimonio storico-artistico.
Giovanni Di Leo
Architetto
Giovanni Di Leo è architetto, laureato con lode all’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove ha poi approfondito gli studi con i Master in Urban Management (Domus Academy) e in Responsabili Tecnici di Opere Pubbliche (Oikos) e con attività di ricerca in Progetto Urbano Sostenibile (Università Roma Tre) e Tecniche di Riconversione Ambientale (Università della Campania). Dopo l’esperienza come partner dello studio Pica Ciamarra Associati, dove è stato responsabile della qualità ambientale, nel 2005 fonda GDLA Studio di Architettura. La sua attività si concentra sui temi della rigenerazione urbana, della sostenibilità e della qualità degli ambienti di vita, attraverso progetti di architettura, urbanistica e interior design.
Affianca alla pratica professionale un’intensa attività di ricerca, coordinamento scientifico e divulgazione sulle politiche urbane e sulla cultura del progetto. È stato responsabile scientifico IN/Arch per la rete europea Windat (Commissione Europea – DG Energia e Trasporti), ha coordinato gruppi di lavoro del Centro Nazionale Architettura Bioclimatica ENEA ed è stato consulente Federcasa per la qualità ecosistemica dei Contratti di Quartiere. Ha contribuito alla definizione di codici per la qualità ambientale degli edifici e degli ambienti di vita, tra cui quello elaborato nell’ambito del Festival SEED. Oggi coordina il programma “Architettura, Europa, Ambienti di Vita” ed è membro del Comitato Scientifico e della Commissione Legislativa dell’Istituto Nazionale di Architettura. Svolge inoltre attività editoriale per la rivista internazionale Le Carré Bleu e per L’Industria delle Costruzioni, ed è stato audito da Camera e Senato sui temi della qualità dell’architettura, della rigenerazione urbana e della transizione demografica.
Gabriella Greison
Fisica, scrittrice, attrice e divulgatrice
Gabriella Greison è fisica, scrittrice, attrice e narratrice di meccanica quantistica. Da anni porta la fisica fuori dai laboratori e dentro i teatri, trasformando formule ed equazioni in storie capaci di parlare a tutti. Ha scritto quattordici libri e creato quattordici spettacoli teatrali dedicati ai protagonisti della fisica del Novecento, da Einstein a Dirac, da De Broglie a Leona Woods. I suoi spettacoli sono andati in scena in tutta Italia e all’estero, tra Cambridge, Washington e il CERN. Collabora con Radio 24 e Corriere della Sera, dove sviluppa progetti di divulgazione scientifica dal linguaggio innovativo. Al centro del suo lavoro c’è sempre la stessa idea: la fisica non è qualcosa di distante, ma una chiave per leggere le relazioni umane, le emozioni e il mondo che ci attraversa ogni giorno. Sul sito del Corriere ha creato la serie di successo ‘Scintille’, dove ogni problema, dal traffico alle città invivibili, viene affrontato con la fisica dei sistemi complessi.
Roberto Marchesini
Etologo, zooantropologo e saggista
Filosofo, etologo e zooantropologo. Fondatore e direttore della Scuola di Interazione Uomo-Animale (SIUA) e del Centro Studi di Filosofia Postumanista, con sede a Bologna, è considerato uno dei massimi esponenti mondiali della zooantropologia, disciplina che ha contribuito a fondare e sviluppare come campo di ricerca autonomo a partire dagli anni ’90. Laureato in Medicina Veterinaria nel 1985, ha condotto per oltre trent’anni una ricerca interdisciplinare volta a ridefinire il ruolo degli animali nella società, sviluppando una filosofia postumanista tesa al superamento dell’antropocentrismo. È autore di oltre un centinaio di pubblicazioni nei campi della filosofia, dell’etologia e della bioetica animale, tra cui Post-human. Verso nuovi modelli di esistenza, Fondamenti di zooantropologia ed Etologia filosofica. Dirige la rivista Animal Studies ed è tra i promotori della International Society of Zooanthropology. Nel 2016 un gruppo di studiosi internazionali gli ha dedicato la monografia The Philosophical Ethology of Roberto Marchesini (Routledge).
Lucio Nardi
Architetto e docente
Ha studiato architettura a Venezia (IUAV) e a Berlino (UdK – Università delle Arti). Nel 2005 ha conseguito il dottorato di ricerca in progettazione architettonica presso l’IUAV.
Negli anni Novanta ha lavorato a Berlino presso gli studi Prof. Giorgio Grassi (Milano) e Diener & Diener Architekten (Basilea).
Dal 2001 esercita la libera professione a Berlino, dove ha realizzato progetti di architettura industriale, residenziale e di restauro.
Dal 2010 promuove e organizza progetti culturali partecipativi in collaborazione con associazioni di residenti, associazioni culturali, gruppi teatrali e scuole. In particolare, i progetti sviluppati nelle aree minerarie e industriali dell’ex Germania Est sono stati presentati in numerose mostre e hanno ricevuto diversi riconoscimenti.
Ha iniziato l’attività accademica nel 2001 presso la Bauhaus-Universität Weimar. Da allora ha insegnato in Italia (IUAV Venezia, SUN Napoli, Università degli Studi di Cagliari) e in Germania (Bauhaus-Universität Weimar, UdK Berlino, MSA Münster). Attualmente insegna progettazione architettonica e urbana presso la Münster School of Architecture e collabora con la Vietnamese German University di Ho Chi Minh City (Vietnam).
Raffaele Salvoldi
Artista, performer
Direttore della fotografia per oltre dieci anni in produzioni cinematografiche, pubblicitarie e documentaristiche, collabora con brand come Giorgio Armani, Lavazza e Universal Music Italia. Nel 2021, durante il lockdown, avvia un percorso di sperimentazione artistica dando vita a installazioni architettoniche realizzate con tavolette di legno Kapla, unendo due passioni di lunga data: il legno e l’architettura. Le sue opere, costruite dal vivo davanti al pubblico come vere e proprie performance, vengono infine smontate o demolite in un evento collettivo, in un ciclo di costruzione e decostruzione che riflette sulla caducità della bellezza. Nel 2019 crea la sua prima installazione permanente, La Stanza Magica, a Casa Bossi (Novara), e nel 2022 lancia il progetto Wood Arc. Dal 2023 collabora con il brand Salvatori, sperimentando per la prima volta l’uso della pietra naturale — marmo di Carrara, Pietra d’Avola, Grigio Versilia — per la creazione di opere installative permanenti.
Belinda Tato
Professore associato di Architettura del Paesaggio presso l'Università di Harvard
Belinda Tato è Associate Professor in Practice of Landscape Architecture presso la Harvard University Graduate School of Design e co-fondatrice, insieme a José Luis Vallejo, di Ecosistema Urbano, studio madrileno specializzato in urban social design che integra architettura del paesaggio, urbanistica e innovazione sociale attraverso la progettazione di spazi e processi capaci di rafforzare l’autorganizzazione dei cittadini e la vita delle comunità, ponendo particolare attenzione alla relazione tra ambiente costruito, cambiamento climatico e forme contemporanee di abitare. Tra i progetti e i piani urbani più noti, sviluppati in Europa, America Latina, Asia e Stati Uniti, figura l’Eco-boulevard di Ensanche de Vallecas, a Madrid –realizzato con il sostegno del programma LIFE dell’Unione Europea e della Società Municipale per l’Edilizia Abitativa e il Territorio del Comune di Madrid –intervento pionieristico di rigenerazione urbana basato sulla creazione di microclimi attraverso sistemi verdi e strategie bioclimatiche. Si annoverano inoltre la riqualificazione del lungomare di West Palm Beach con il Banyan Hub (Florida, USA), il Piano di Riattivazione degli Spazi Pubblici CUENCA RED (Ecuador), la pianificazione urbana e territoriale di Encarnación (Paraguay) e interventi di rigenerazione urbana in Bangladesh, Kirghizistan e Messico. Ha insegnato presso istituzioni internazionali tra cui Yale University, UCLA e il Royal Institute of British Architects (RIBA). Il suo lavoro ha ricevuto oltre 30 riconoscimenti internazionali, tra cui la nomination al Mies van der Rohe Award (2007) e il Silver Award dell’Holcim Award for Sustainable Construction (2009).