build un-build
Milano Design Week
2026

In occasione della Milano Design Week 2026, Seed e Listone Giordano, invitano progettisti, architetti, studenti e ricercatori a prendere parte a build un-build, un’esperienza interattiva che indaga il significato contemporaneo del costruire come atto culturale, etico e relazionale. Un’anteprima in attesa del Festival Seed che si terrà a Perugia dal 14 – 17 ottobre 2026

20 - 26 Aprile 2026
Listone Giordano Arena

Seed Festival e l’artista Raffaele Salvoldi trasformano Listone Giordano Arena in un un’ambiente in continua trasformazione: un campo di azione aperto, dove costruzione e decostruzione diventano strumenti critici e operativi. Qui, il progetto si manifesta come processo vivo, in cui la forma non è definitiva ma emerge attraverso il tempo, il gesto e l’interazione collettiva.

Build un-build si propone come una piattaforma di sperimentazione sul valore generativo del fare e del disfare, dove il progetto si afferma come processo aperto, reversibile e adattivo. L’atto costruttivo diventa così strumento di conoscenza e occasione per interrogare il ruolo del design, dell’architettura, della cultura e dell’arte nel ridefinire le relazioni tra individuo, materia e ambiente.

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Trenta minuti di futuro

Trenta minuti per immaginare, configurare, mettere in discussione. Trenta minuti per dare forma a un’ipotesi di architettura temporanea, effimera, in dialogo con le strutture esistenti e con l’azione degli altri partecipanti. In questo tempo definito, il gesto progettuale si condensa in un esercizio di sintesi, intuizione e responsabilità.

build un-build
Il valore del processo

Build un-build si configura come una riflessione critica sulla responsabilità etica del progetto, oltre ogni retorica della sostenibilità. Attraverso il linguaggio dell’arte, l’architettura si apre a un processo dinamico di costruzione e decostruzione, chiamando progettisti, architetti e designer a interrogarsi sul proprio ruolo di fronte alle sfide del futuro. L’archetipo costruttivo del piccolo listello in rovere certificato ne diventa la metafora: una materia rinnovabile che invita a ripensare gesto, tempo e risorse. Ne nasce un dispositivo esperienziale capace di trasformare il fare in consapevolezza e il progetto in atto culturale.

Raffaele Salvoldi

Raffaele Salvoldi, ex direttore della fotografia avvia il suo percorso artistico durante il lockdown, costruendo architetture grazie a mattoncini in legno Kapla. Dal 2022 realizza installazioni effimere in dialogo con luoghi storici, tra cui Casa Bossi e il Castello di Agliè, fino alla “Città Immaginaria”.  Nel 2025 fonda La Città Immaginaria APS, promuovendo progetti site-specific anche internazionali.

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