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Milano Design Week
2026

Build un-Build ha segnato la partecipazione di Seed Festival, in collaborazione con Listone Giordano, alla Milano Design Week 2026, proponendo un’esperienza immersiva dedicata al significato contemporaneo del costruire come atto culturale, etico e relazionale.

Curata da Seed Festival e realizzata dall’artista Raffaele Salvoldi, l’opera ha trasformato Listone Giordano Arena in un ambiente in continua evoluzione: un campo di azione aperto dove costruzione e decostruzione sono diventate strumenti di dialogo, sperimentazione e confronto. Qui il progetto non si è presentato come un oggetto concluso, ma come un processo vivo, capace di prendere forma attraverso il tempo, il gesto e l’interazione tra le persone. Ogni intervento ha lasciato una traccia, contribuendo a costruire un paesaggio collettivo in costante trasformazione.

Quell’esperienza è stata un’anticipazione di ciò che attende il pubblico di Seed Festival. Dal 14 al 17 ottobre, a Perugia, l’installazione di Raffaele Salvoldi tornerà in una scala ancora più ampia, diventando uno degli spazi in cui interrogarsi sul ruolo del progetto, della collaborazione e della responsabilità nel costruire il futuro. Un’occasione aperta a progettisti, studenti, ricercatori e a tutti coloro che vogliono partecipare a un’esperienza in cui il design diventa azione condivisa.

Seed Festival e l’artista Raffaele Salvoldi hanno trasformato Listone Giordano Arena in un ambiente in continua evoluzione: un campo di azione aperto, dove costruzione e decostruzione sono diventate strumenti critici e operativi. Qui, il progetto si è manifestato come un processo vivo, in cui la forma non era definitiva, ma emergeva attraverso il tempo, il gesto e l’interazione collettiva.

Build un-Build si è proposta come una piattaforma di sperimentazione sul valore generativo del fare e del disfare, dove il progetto si è affermato come un processo aperto, reversibile e adattivo. L’atto costruttivo è diventato così uno strumento di conoscenza e un’occasione per interrogare il ruolo del design, dell’architettura, della cultura e dell’arte nel ridefinire le relazioni tra individuo, materia e ambiente.

Trenta minuti di futuro

Trenta minuti per immaginare, configurare, mettere in discussione. Trenta minuti per dare forma a un’ipotesi di architettura temporanea, effimera, in dialogo con le strutture esistenti e con l’azione degli altri partecipanti. In questo tempo definito, il gesto progettuale si condensa in un esercizio di sintesi, intuizione e responsabilità.

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Il valore del processo

Build un-build si configura come una riflessione critica sulla responsabilità etica del progetto, oltre ogni retorica della sostenibilità. Attraverso il linguaggio dell’arte, l’architettura si apre a un processo dinamico di costruzione e decostruzione, chiamando progettisti, architetti e designer a interrogarsi sul proprio ruolo di fronte alle sfide del futuro. L’archetipo costruttivo del piccolo listello in rovere certificato ne diventa la metafora: una materia rinnovabile che invita a ripensare gesto, tempo e risorse. Ne nasce un dispositivo esperienziale capace di trasformare il fare in consapevolezza e il progetto in atto culturale.

Raffaele Salvoldi

Raffaele Salvoldi, ex direttore della fotografia avvia il suo percorso artistico durante il lockdown, costruendo architetture grazie a mattoncini in legno Kapla. Dal 2022 realizza installazioni effimere in dialogo con luoghi storici, tra cui Casa Bossi e il Castello di Agliè, fino alla “Città Immaginaria”.  Nel 2025 fonda La Città Immaginaria APS, promuovendo progetti site-specific anche internazionali.