La bucata: il sentiero delle lavandaie – ABA Perugia

Biennio specialistico in Brand Design Territoriale
ABA-Accademia di Belle Arti P. Vannucci- di Perugia

Il sentiero delle lavandaie
LA BUCATA: Edera, Alloro e Soda Caustica
Di Sofia Gugliotta, Martina Ciummelli, Azzurra Pirrò e Anqi Huang
Anno 2025/2026
Docenti: Prof. Marco Tortoioli Ricci, Prof.ssa Marika Mastrandrea, Prof. Mario Felici,
Prof. Luca Martini, Prof. Giovanni Abbatepaolo

Il progetto si configura come una pratica artistica site-specific e interdisciplinare che prende avvio da una camminata lungo l’antico sentiero delle lavandaie, tracciato storico che per secoli ha collegato il Tevere alla città di Perugia, attraversato quotidianamente da donne impegnate nel lavoro del lavaggio dei panni. La camminata diventa qui dispositivo di ricerca e di produzione artistica, intesa non solo come attraversamento fisico dello spazio, ma come atto di ascolto, osservazione e riattivazione della memoria del luogo.

Il progetto prevede il coinvolgimento di tre figure principali: un fotografo, un appassionato di botanica e un musicista o sound designer. Ognuno di essi contribuisce alla costruzione di un archivio sensibile e stratificato del sentiero. Il musicista ha realizzato una mappatura sonora del cammino, campionando i suoni ambientali in punti significativi del tracciato; tali suoni sono stati poi tradotti in spettrogrammi visivi. Attraverso queste pratiche emerge una lettura progressiva del paesaggio: nelle prime tappe prevalgono i rumori del traffico e della città, mentre, avanzando lungo il sentiero, si assiste a una graduale immersione nella natura, dove il suono del fiume, il fruscio delle foglie mosse dal vento e la presenza degli animali diventano predominanti. Questa transizione percettiva evidenzia la continuità e al tempo stesso la frizione tra ambiente urbano e naturale.

Il fotografo ha documentato il percorso attraverso immagini non descrittive, ma legate a dettagli, presenze o attimi che emergono durante la camminata, costruendo una narrazione visiva frammentaria e soggettiva. Il botanico ha identificato le specie vegetali spontanee lungo il sentiero catalogandole nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio, permettondo la realizzazione di stampe al torchio.

Gli esiti della camminata confluiscono in un allestimento finale pensato per offrire un’esperienza immersiva anche a chi non ha partecipato fisicamente al percorso restituendo i livelli di lettura del progetto: visivo, sonoro e botanico. Il progetto si colloca nell’ambito delle pratiche artistiche relazionali e partecipative, proponendo una riflessione sul paesaggio come archivio vivente. La camminata diventa così uno strumento per attivare nuove forme di conoscenza e di relazione, trasformando un sentiero storico in uno spazio di esperienza contemporanea.

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