Immaginare l’attesa:
infrastruttura sociale e spazi indecisi – Università per Stranieri di Perugia
Titolo del corso:
Urbanistica e pianificazione territoriale
Studenti:
Margherita Raffaella Blois, Matteo Zampolini
Anno accademico:
2024–2025
Relatore:
Prof. Francesco Berni
Rielaborazione grafica:
Matteo Zampolini
Il progetto integra due ricerche che mettono al centro le comunità locali come attori principali della ricostruzione concentrandosi sulla possibilità di progettare gli spazi “sospesi” tra l’evento sismico e il completo ripristino delle aree. Una lunga attesa che può essere utilizzata per realizzare attrezzature e servizi temporanei attraverso l’ascolto e la partecipazione dei cittadini. A partire dalla mappatura dell’infrastruttura sociale viene sviluppata una proposta di riconversione di una piazza “tattica” nel cuore di Norcia come esperimento pilota replicabile in altre parti della città.
Il contributo riflette sul ruolo della temporaneità nei territori fragili colpiti da eventi sismici, assumendo la Valnerina e Norcia come caso studio. In questi contesti, la lunga durata della ricostruzione produce una condizione di “temporaneità permanente”, caratterizzata da spazi sospesi, vuoti urbani e forme di precarietà socio-spaziale. La ricerca indaga come tali spazi possano diventare dispositivi attivi di produzione di visioni future attraverso pratiche di riuso temporaneo e rafforzamento dell’infrastruttura sociale locale. Il lavoro, sviluppato nell’ambito del Master in Rigenerazione e resilienza urbana e territoriale dell’Università per Stranieri di Perugia, adotta un approccio di “ricerca-azione” fondato su mappature, focus group e co-produzione di soluzioni con il territorio.
L’esito è un prototipo progettuale replicabile che tenta di affrontare la temporaneità come “spazio” progettuale nel centro storico di Norcia. Nello specifico, l’intervento interessa la piazza tra l’ex chiesa della Misericordia e l’ex chiesa di San Francesco. La compresenza di cantiere, transito, sosta e superfici residuali la configura oggi come uno spazio indeciso: privo di una funzione univoca, ma disponibile a sperimentare nuovi usi. Il progetto ne valorizza la condizione sospesa trasformandola in una risorsa temporanea per la comunità. La previsione di spazi per l’aggregazione è stata individuata a partire dal coinvolgimento di un gruppo di giovani del territorio. Infine, la proposta ha preso la forma di un paper scientifico dal titolo “Immaginare l’attesa: spazi sospesi e infrastrutture sociali nei territori fragili della Valnerina” selezionato alla conferenza internazionale della Società degli Urbanisti nel 2026 a Palermo.


