Oskar Norelius: l’architettura in legno che ripensa la città sostenibile

In un panorama contemporaneo ossessionato dalla transizione ecologica, l’architetto svedese Oskar Norelius incarna una sintesi rara tra maestria strutturale e visione urbana. Partner dello celebre studio White Arkitekter, Norelius si è imposto all’attenzione internazionale come uno dei principali pionieri dell’architettura in legno su grande scala.

Oskar Norelius

Biennale di VeneziaArchitettura, 2025 | One Hundred and Fifty Thousand Trees

Biennale di VeneziaArchitettura, 2025 | One Hundred and Fifty Thousand Trees

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La sua opera simbolo, la Sara Kulturhus a Skellefteå, non è semplicemente uno degli edifici in legno massiccio più alti al mondo, ma un vero e proprio manifesto politico e costruttivo. Con i suoi 20 piani e 75 metri d’altezza, la torre dimostra come il mass timber — abete e pino locale lavorati in CLT e glulam — possa sostituire efficacemente acciaio e calcestruzzo, riducendo drasticamente l’impronta carbonica.

Per Norelius, tuttavia, l’innovazione materiale non è mai fine a se stessa. Il suo approccio parte dall’analisi del ciclo di vita dei materiali per approdare a una dimensione democratica dello spazio pubblico. I suoi progetti non cercano l’ostentazione formale, ma prediligono una chiarezza strutturale dove il materiale naturale rimane a vista, regalando calore visivo e benessere acustico agli utenti.

In un’epoca di sfide climatiche urgenti, il lavoro di Oskar Norelius offre una risposta concreta: fare dell’architettura uno strumento di decarbonizzazione senza rinunciare alla bellezza, alla funzionalità e all’identità delle comunità urbane.

Biennale di VeneziaArchitettura, 2025 | One Hundred and Fifty Thousand Trees

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