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Seed Perugia
San Francesco al Prato | Digital Twin
Marco Pierini
Vicesindaco di Perugia e storico dell’arte
Valentina Borgnini
Storica dell’arte
Gianluca Falcinelli
Architetto
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Introduce:
Andrea Margaritelli
Ingegnere, Presidente Fondazione Guglielmo Giordano
Il progetto sperimentale realizzato dalla Fondazione Guglielmo Giordano e curato dalla storica dell’arte Valentina Borgnini e dell’architetto Gianluca Falcinelli, per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco: la realizzazione del gemello digitale (digital twin) della Chiesa di San Francesco al Prato e del suo patrimonio storico-artistico. Esito di un lungo percorso di ricerca interdisciplinare – che intreccia documentazione archivistica, indagine archeologica, analisi storico-artistica e modellazione tridimensionale –, il digital twin verrà presentato per la prima volta al pubblico come strumento critico e narrativo: uno spazio virtuale in cui le diverse fasi storiche dell’edificio, le sue trasformazioni nel tempo e le opere oggi perdute o disperse – capolavori immensi, come la Resurrezione di Perugino, la Pala Baglioni e la Pala degli Oddi di Raffaello – tornano leggibili e visitabili. Il progetto – coerente con il Piano Nazionale di Digitalizzazione del Patrimonio Culturale promosso dal Ministero della Cultura – non si limita a restituire visibilità a ciò che è andato perduto: aspira a incrementare la domanda potenziale di cultura, ampliare l’accessibilità per segmenti di pubblico diversi e alimentare relazioni capaci di generare e rigenerare connessioni reciproche tra le informazioni, facilitando la produzione di nuovi significati.
Valentina Borgnini
Gianluca Falcinelli
Live Ita
Seed Perugia | SAN FRANCESCO AL PRATO | AUDITORIUM
Seed Scuola
Intervento musicale degli studenti e delle studentesse del Liceo Classico e Musicale “Annibale Mariotti”
Live Ita
Seed Perugia
Essere umani nell’era tecnologica.
Il sé, l’apprendimento e le relazioni
Vittorio Gallese
Neuroscienziato e professore
Ugo Morelli
Scienziato cognitivo e saggista, docente Scienze Cognitive Università Federico II di Napoli
Essere umani nell’era tecnologica. Il sé, l’apprendimento e le relazioni.
Che cosa accade alle nostre relazioni, al modo in cui apprendiamo e alla nostra esperienza della realtà quando la tecnologia entra sempre più profondamente nella vita quotidiana? L’intervento parte da queste domande per esplorare, attraverso le neuroscienze e la psicologia, una trasformazione che riguarda il modo stesso in cui facciamo esperienza del mondo e degli altri, con particolare attenzione alle nuove generazioni. L’essere umano è un essere relazionale e simbolico: non si limita a vivere ciò che esiste, ma attribuisce significati, immagina ciò che ancora non c’è, costruisce storie. È proprio in questo spazio tra realtà, simbolo e immaginazione che si apre una domanda: come preservare e alimentare la capacità di creare, inventare e dare forma a nuovi mondi possibili? Quale spazio ha oggi la creatività, intesa come una delle espressioni distintive dell’umano, nel modo in cui costruiamo le relazioni e abitiamo lo spazio? Un confronto sull’umanità che vogliamo continuare a essere, in un tempo in cui la tecnologia sta modificando profondamente il nostro modo di vivere, apprendere e stare in relazione. Ne discuteranno Vittorio Gallese, professore ordinario di Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive, e Ugo Morelli, saggista e psicologo, con la moderazione di Barbara Binelli, filosofa e pedagogista.
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Introduce e modera:
Barbara Binelli
Gestalt counselor
Vittorio Gallese
Ugo Morelli
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Seed Perugia
Soft Robotics. L’intelligenza dei corpi
Matteo Cianchetti
Professore associato presso il BioRobotics Institute
L’intervento di Matteo Cianchetti, docente e direttore del Laboratorio di Meccatronica Morbida per la Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, condurrà il pubblico alla scoperta di agenti robotici che imparano dalla natura e ne adottano le strategie: crescono come piante, si allungano, cambiano forma. Sono robot costruiti con elementi morbidi e strutture deformabili, capaci di muoversi con precisione anche negli ambienti più fragili o critici, senza danneggiarli e senza danneggiarsi. Dai bracci ispirati ai tentacoli del polpo, che si irrigidiscono su comando per interventi chirurgici minimamente invasivi, agli organi artificiali integrabili come il cuore ibrido, fino alle pinze sensibili in grado di manipolare cibi delicati, la robotica morbida ridefinisce il confine tra artificiale e biologico. Un viaggio alla scoperta di macchine la cui intelligenza non risiede nel software, ma nei materiali, nella forma e nella disposizione delle parti. Un incontro per riflettere su come entità non umane possano abitare il mondo adattandosi in modo simbiotico all’ambiente che le circonda.
Matteo Cianchetti
Live Ita
Seed Perugia
Coabitare le differenze.
Disegnare ecologie umano-robot sostenibili
Luisa Damiano
Filosofa della scienza e esperta di Robotica sociale
Per il neuroscienziato Vittorio Gallese, la relazione è la condizione originaria che distingue la nostra specie dalle altre. Luisa Damiano, filosofa della scienza all’Università IULM, dove dirige la PhD School for Communication Studies e condirige CRiSiCo, il Centro di ricerca sui sistemi complessi, riparte da questa idea e la porta su un terreno nuovo. Al centro non c’è più l’intelligenza artificiale disincarnata, ma i robot sociali: entità tecnologiche dotate di corpo, voce e sguardo, progettate per essere riconosciute come partner dell’essere umano. Che cosa accade quando questi corpi artificiali entrano nelle nostre case, nelle scuole e negli spazi pubblici, imparano da noi e noi impariamo da loro? Damiano ne esplora le implicazioni filosofiche ed etiche e mette in discussione il principio che oggi guida la robotica sociale, cioè l’imitazione dell’umano. Una somiglianza sempre più sofisticata rischia infatti di confondere le identità e di generare deleghe, sostituzioni e aspettative mal riposte, soprattutto nelle generazioni che cresceranno accanto a queste macchine. Da qui l’idea di relazioni in cui la differenza tra umano e artificiale resti riconoscibile, come condizione per convivenze sostenibili sul piano sociale ed ecologico. In un futuro ormai vicino, luoghi pensati a misura d’uomo dovranno imparare a ospitare queste differenze e per chi progetta si apre un campo ancora inesplorato, fatto di infrastrutture e nuove forme dell’abitare, che l’incontro, in dialogo con Barbara Cadeddu, curatrice di Seed, invita a scoprire.
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Introduce e modera:
Barbara Cadeddu
Ingegnere, PhD, consulente strategico, curatrice, coordinatrice scientifica Seed
Luisa Damiano
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Seed Perugia
“Are you a human architect?”
Master IUAV Architecture CO2=0
Raffaella Laezza
Architetto Phd, responsabile scientifica e didattica Master IUAV
Michele Brunello
Founder Dontstop Architettura e docente Master IUAV
Maurizio Teora
Amministratore delegato Arup Italia e docente Master IUAV
Tre voci del Master IUAV “Architecture CO2=0” rivolgono la domanda sull’umano direttamente alla propria disciplina: Raffaella Laezza, Michele Brunello e Maurizio Teora – quest’ultimo alla guida di Arup Italia.
Il tema della CO2 ha spostato il baricentro disciplinare dell’architettura e degli studi urbani: la forma dialoga con la prestazione, l’estetica con il bilancio energetico dell’intero ciclo di vita. Emerge la distinzione cruciale tra carbonio operativo (consumi in esercizio) e carbonio incorporato (materiali, cantiere, demolizione), che ridefinisce i criteri progettuali, la scelta dei materiali e persino l’estetica del riuso, della rigenerazione o dei nuovi interventi. Sul piano dei dati, il settore edilizio resta tra i maggiori responsabili delle emissioni globali: secondo l’ultimo Global Status Report for Buildings and Construction 2024-2025 di UNEP e GlobalABC, il comparto è responsabile del 34% delle emissioni globali di CO2 e del 32% dei consumi energetici mondiali. Cemento e acciaio da soli pesano per il 18% delle emissioni globali. Grazie a una sensibilità e a un sapere che si sta evolvendo velocemente, c’è un dato incoraggiante: per la prima volta dal 2020 le emissioni del settore hanno smesso di crescere. Le strategie di decarbonizzazione in corso si muovono su tre livelli: normativo (codici energetici a zero emissioni, da adottare entro il 2028 per i grandi emettitori), progettuale (retrofit, materiali biobased, LCA obbligatoria etc.) e urbano (densificazione, rigenerazione contro nuova edificazione, infrastrutture). Per la didattica, questo implica insegnare il progetto non solo come processo di composizione, ma come continuo esercizio di bilancio delle componenti ambientali, sociali e spaziali del progetto, sia nella sua ideazione, nella realizzazione e per l’intero ciclo di vita.
Raffaella Laezza
Michele Brunello
Maurizio Teora
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Seed Perugia
Extreme Living.
Architetture di parole e musica
Raul Pantaleo
Architetto, Founder TAMassociati, docente
Nicola Campogrande
Compositore, direttore artistico, critico musicale
e conduttore radiofonico e televisivo
Esecuzione del brano per quartetto “Urban Gardens” di Nicola Campogrande
Trio David: Gloria Santarelli – violino, Chiara Mazzocchi – viola, Tommaso Castellano – violoncello e Claudio Bonfiglio – pianoforte
È ormai evidente che viviamo in un’epoca in cui le condizioni ambientali, climatiche e sociali stanno rapidamente cambiando, rendendo molte aree del pianeta sempre più difficili da abitare. In questo contesto di crescente fragilità, ragionare sul tema Extreme Living significa esplorare come l’essere umano abbia saputo – e possa ancora – adattarsi alle condizioni del proprio presente e del prossimo futuro, riattivando i saperi sedimentati nel tempo e reinterpretandoli attraverso l’architettura e la musica, con intelligenza, creatività e capacità di resilienza. Per questo vorremmo immaginare il nostro contributo come un dialogo tra due architetture immaginarie che, a partire dalla memoria, guardano al futuro.
Extreme Living è un libro e una ricerca che propone un nuovo paradigma: un’architettura clima-risonante, capace di dialogare con l’ambiente invece di dominarlo. Le architetture raccolte nel libro attraversano i saperi con cui, nel corso del tempo, gli esseri umani hanno affrontato le difficoltà dei propri presenti: abitare il freddo e il caldo estremi, vivere sott’acqua, costruire in condizioni ambientali ostili, fino a immaginare l’abitare nello spazio. Soluzioni nate da necessità specifiche diventano così un archivio di intelligenze, tecniche e strategie da interrogare nuovamente alla luce delle condizioni contemporanee.
Orti Urbani di Nicola Campogrande compie un’operazione analoga nel campo della musica:attraversa i saperi, i linguaggi, le forme e le memorie che la musica ha elaborato nel corso della propria storia. Li assume come materiali vivi: li porta nel presente, li mette in relazione, li trasforma e li reinterpreta, facendo emergere da ciò che già esiste una possibilità musicale nuova. Le scale sono differenti, così come lo sono gli strumenti, ma la strategia è sorprendentemente vicina: partire dai saperi che il tempo ha sedimentato, comprenderne l’intelligenza e riattivarli nel presente per immaginare una condizione futura. In entrambi i casi, il passato non è un modello da riprodurre, né un ostacolo da superare.
È una risorsa progettuale.
Raul Pantaleo
Nicola Campogrande
Live Ita
Seed Perugia
Rethinking Materiality.
Natural resources and Human Resourcefulness
Anupama Kundoo
Founder Anupama Kundoo Architects
Anupama Kundoo porta a Seed la visione matura di un’architetta che ha plasmato la propria ricerca ad Auroville, la città sperimentale fondata nel 1968 nell’India meridionale come luogo di pace e armonia universale. In questo contesto ha sviluppato una critica radicale all’edilizia contemporanea: un modello omologato e vorace di risorse che applica le stesse soluzioni a climi e contesti diversi, sacrificando salute, benessere, bellezza e aspirazioni individuali. Per Anupama Kundoo, l’immaginazione architettonica risponde ad un’aspirazione universale dell’essere umano: avere un riparo, uno scopo, un ruolo nella comunità solo se passa attraverso una profonda sperimentazione sui materiali e sull’artigianato locale. La sua è un’architettura a basso impatto e a ritmi lenti, capace di restituire centralità al lavoro manuale e alla coesione sociale.
Nella sua lectio, l’architetta smonterà il dogma del “tempo è denaro”( costo da abbattere), responsabile di una progettazione rigida e industriale, per riproporre il tempo umano come risorsa preziosa per la ricerca di una nuova materialità. Ogni progetto diventa così un laboratorio dove la lentezza del costruire genera nuova conoscenza, contrastando l’urgenza di una rapida e spersonalizzata urbanizzazione.
Anupama Kundoo
Live ITA>ENG
Seed Perugia | SAN FRANCESCO AL PRATO | TRANSETTO SX
10:00 > 20:00
Build un-build
Build Un-build, progetto nato per Seed dalla collaborazione tra Raffaele Salvoldi e Listone Giordano, che sarà presentato in prima assoluta alla Milano Design Week 2026 (Listone Giordano Arena, via Santa Cecilia 6, 20–26 aprile). Il progetto esplora il valore generativo del fare e del disfare: costruire come atto culturale, etico e relazionale, capace di interrogare il ruolo del design nel rapporto tra individuo, materia e ambiente. Per ogni partecipante sono disponibili 200 elementi costruttivi in Rovere di Fontaines — materiale nobile e sostenibile, espressione di una filiera socialmente responsabile.
All’interno di questo ambiente in continua evoluzione, architetti e ospiti di Seed prenderanno parte ad una performance live per tutta la durata del Festival, costruendo insieme a Salvoldi strutture che nascono e scompaiono davanti al pubblico.
Raffaele Salvoldi
Installazione
Bookshop
Seed Perugia | SAN FRANCESCO AL PRATO | CAPPELLA DEGLI ODDI
10:00 > 20:00
Spazio tesi, progetti di ricerca, corsi e laboratori
TESI DI LAUREA
Abitare in tempo di guerra
• ReL(V)ive. Architetture per la permanenza degli sfollati ucraini a Leopoli – Politecnico di Milano
• ANNOZERO. Architetture per il ritorno. Striscia di Gaza – Politecnico di Milano
CORSI
Design for Development. Architecture, Urban Planning and Heritage in the Global South – Politecnico di Milano
• A Strategic Plan to Empower Independence and Resiliency on Ibo Island Beira, Mozambique
• Revitalizing Calle 8va. San Salvador’s Historic Center
• Mixed-Use Infill Strategy for 8A Avenida Sur Historic Centre of San Salvador
Master di I livello in Rigenerazione e resilienza urbana e territoriale
Università per Stranieri di Perugia in collaborazione con Fenice Living Lab
• Ricostruire legami, Infrastruttura ecologica e spazio pubblico resiliente
• Fenice Living Lab, La ricostruzione come laboratorio permanente
• Immaginare l’attesa, Infrastruttura sociale e spazi indecisi
Laboratorio di Tecnologia dei Materiali, III anno, corso di Interior Design
NABA Nuova Accademia di belle arti – Milano
• Frammenti che creano Casa
• NIO – Le parole non dette
Diploma accademico di II livello Design Sistemico per i Servizi e i Prodotti – ISIA-Istituto Superiore per le Industrie Artistiche – di Roma (ISIA Roma Design)
• ARCA System: La Nuova Architettura dell’Integrazione
• ARCHIVIO: ZERO
• Officina Civica: Verso comunità che praticano e progettano il territorio
• Fermento
• Rebility
• Sorami: An air purification system based on microalgae
LABORATORI E WORKSHOP
Linee guida di sviluppo e rigenerazione dello spazio urbano secondo il concetto Common–Play–Ground– Comune di Perugia, Accademia di Belle Arti Perugia, UNIPG e Temporiuso.
Progetto di ricerca e identità visiva “La bucata”: il sentiero delle lavandaie – sviluppato dagli studenti del II anno magistrale in brand Design dell’Accademia di Belle Arti Perugia
Installazione
Edicola 518