Amedeo Schiattarella
Amsterdam 3 marzo | h.18:30
Istituto Italiano di Cultura
Architecture
is never neutral
Listone Giordano, in collaborazione con Seed Festival, promuove una serata dedicata al design responsabile e orientato al futuro, attraverso la testimonianza di un interprete contemporaneo capace di incarnarne e rinnovarne i valori.
Amedeo Schiattarella presenta l’architettura come un atto civico ed etico, radicato nel luogo e nella comunità. Dal “vuoto” inteso come spazio vitale ai progetti realizzati a Roma e in Arabia Saudita, l’intervento si confronta con l’omologazione globale, evidenziando l’architettura come strumento di identità, consapevolezza climatica e coesione sociale per chi progetta le città del futuro.
Fondazione Guglielmo Giordano promuove l’evento con la curatela di IN/ARCH, Istituto Nazionale di Architettura, e in collaborazione con la testata Domus e l’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam.
L’architettura non è un atto neutro. Non è semplice tecnicismo, né esercizio estetico fine a se stesso. È, prima di tutto, un’azione di responsabilità civile e un potente linguaggio di pace. Progettare significa assumere una posizione: portare alla luce una visione etica del “fare spazio” che rifiuta l’omologazione della globalizzazione a favore di una compatibilità profonda con il genius loci
Amedeo Schiattarella
Il vuoto non è sottrazione, bensì dispositivo relazionale, luogo di respiro, infrastruttura climatica e sociale. Questo concetto diventa un ponte culturale verso l’Oriente e consente allo studio di operare con coerenza in contesti lontani, dalla Corea del Sud all’Arabia Saudita. In questa prospettiva, il vuoto è anche antidoto all’eccesso: contro la saturazione iconica e la proliferazione di oggetti autoreferenziali, Schiattarella propone un’architettura che crea condizioni, non immagini.
Amedeo Schiattarella
Amedeo Schiattarella si è laureato in Architettura presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1969.
Sin dall’inizio della sua attività si è distinto per la sua indipendenza dal contesto culturale della ricerca e dell’architettura di quegli anni, affrontando un proprio percorso sperimentale ispirato al Movimento Moderno. Questa metodologia di ricerca è ancora oggi uno degli elementi chiave che caratterizzano l’intera produzione delle sue opere: un progetto nasce dalla ridefinizione dei contenuti e dalla loro riorganizzazione in un disegno programmatico su cui si basano le scelte architettoniche. Al limite delle interazioni tra contenuti e forme, compie una sperimentazione quasi artigianale che, con un facile smontaggio di parti dei componenti edilizi e il loro rimontaggio, stabilisce nuovi complessi architettonici.
Ha pubblicato numerosi saggi e libri tra cui “Richard Neutra, 1892-1970”, dove accresce la consapevolezza del ‘Vuoto’ e della sua centralità nell’architettura, la pausa, il silenzio tra i suoni che danno senso, equilibrio e unità alla composizione in tutto. Lo spazio funzionale e intermedio diventa un’estensione architettonica volta a favorire esperienze, scambi e relazioni. Alla ricerca di una costante integrazione con il contesto e le persone, l’architettura di Schiattarella rivela un carattere identitario che nasce dal senso di profonda interazione con il territorio, gli edifici e le tradizioni del luogo, alla ricerca di un esito progettuale sperimentale e contemporaneo.
Ha sempre affiancato agli impegni professionali un’altrettanta intensa attività di ricerca, partecipando a concorsi nazionali e internazionali e operando per la diffusione della cultura architettonica nella comunità italiana e internazionale.